
La Napomyza gymnostoma, meglio conosciuta dal contadino come mosca del porro, è un insetto fastidioso perché va a depositare le sue uova all’interno delle piante di porri. Una volta nate le larve, da dentro scavano gallerie che distruggono il porro, rovinando completamente il raccolto.
Gli insetti che colpiscono i porri sono diversi, ma senza dubbio questo è uno dei parassiti peggiori, per cui è bene imparare a distinguerlo, conoscerne le abitudini e sapere come prevenirlo e contrastarlo con metodi naturali, adatti ad una coltivazione biologica.
Siccome la larva di questo insetto va a bucare la pianta scavandola, il parassita viene chiamato anche mosca minatrice del porro.
Danni della mosca. Se trovate i porri spaccati e con all’interno le larve di questo dittero è ormai troppo tardi per intervenire: la mosca minatrice ha già fatto i suoi danni e quel che resta da fare è rimuovere gli ortaggi colpiti per eliminare i parassiti dal nostro orto.
Insetticidi biologici
La mosca si può uccidere con insetticidi bio: contro la Napomyza gymnostoma si possono usare piretro, spinosad o olio di neem. Il problema è che se le larve sono dentro alla pianta è difficile colpire l’insetto e il trattamento risulta inefficace, gli insetticidi invece sono un buon sistema per abbattere il dittero adulto prima che vada a deporre le uova.
Prevenire gli attacchi dell’insetto
La mosca del porro può essere però efficacemente prevenuta conoscendo le sue abitudini: questi insetti si riproducono in diverse generazioni, solo alcune sono alate in modo da potersi spostare e il loro periodo di volo riproduttivo è tra settembre e ottobre. Possiamo quindi coprire la coltivazione di porri con tessuto non tessuto in questi mesi in modo da impedire alla mosca minatrice di deporre le uova e risolvere il problema in modo semplice e naturale, senza alcun trattamento. Per chi coltiva il porro in primavera è buona norma coprire anche tra marzo e aprile.