fumaggine su foglia arancio

Fumaggine: come evitare la patina nera sulle foglie

Alcuni piccoli parassiti come afidi e cocciniglia lasciano sulle foglie una secrezione chiamata melata, da cui si genera la fumaggine. Scopriamo come salvare le piante da questa malattia.

Aggiornato il 02.04.2025

Fumaggine

  • Colture colpite Varie colture
    Spesso olivo, agrumi, alloro
  • Sintomi Patina nera sulle foglie
  • Rimedi preventivi Contrasto di afidi e cocciniglia
  • Tipologia Malattia fungina

La fumaggine è una particolare patologia che colpisce varie piante da frutto e ornamentali, formando sui loro organi una densa patina nerastra che assomiglia allo smog o alla fuliggine, si tratta in realtà di un insieme di funghi.

Per fortuna rispetto ad altre malattie vegetali questa non è quasi mai letale, ma può portare ad un indebolimento generale della pianta, ad una sua crescita limitata e ad un calo di produzione, oltre alle visibili implicazioni estetiche.

Vediamo quindi nel dettaglio di che cosa si tratta e quali inconvenienti la fumaggine comporta per le nostre piante. Scopriremo le soluzioni ecologiche che si possono adottare e soprattutto come evitare il più possibile il ripresentarsi del problema.

Che cos’è la fumaggine

Lo strato nero fuligginoso che chiamiamo fumaggine è un insieme di funghi saprofiti che si nutrono della melata lasciata sulle piante da insetti come afidi, psille e, nel caso degli agrumi, la nota cocciniglia cotonosa.

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Inizialmente la fumaggine è meno densa e di colore grigiastro, poi man mano che il fungo si sviluppa e si accumula sugli organi vegetali lo strato diventa più spesso e scuro.

Possiamo affermare che la fumaggine è un’avversità di tipo secondario, ovvero causata dall’attacco di insetti che, oltre a compiere il loro danno diretto in termini di suzione di linfa, sono responsabili dell’instaurarsi della fumaggine a causa della melata che lasciano su foglie e rametti.

La fumaggine è favorita da temperature alte e dall’umidità atmosferica, data ad esempio dalla rugiada notturna, mentre al contrario piogge intense la ostacolano perché in un certo senso la lavano via.

afidi neri Insetto Gli afidi: pidocchi delle piante di Matteo Cereda

Quali sono le specie più colpite

Tra le specie più colpite dalla fumaggine ci sono gli agrumi: arancio, limone, mandarino, kumquat e tutti gli altri: non è raro imbattersi in esemplari con sintomi evidenti di questa patologia.

Possono esserne colpiti con una certa frequenza anche l’olivo e l’alloro.

Sulle specie da orto la fumaggine è molto più rara ma non è da escludere totalmente, mentre tra le ornamentali più facilmente esposte citiamo il gelsomino, l’evonimo e il pittosforo.

I danni alle piante da frutto

Le foglie delle piante, ma anche i loro germogli, rametti e frutti, possono risultare fortemente imbrattati dalla fumaggine. Per fortuna il fungo resta in superficie e non compie danni all’interno dei tessuti vegetali.

La conseguenza della fumaggine è però un indebolimento della pianta, con germogli e foglie che tendono ad ingiallire e a cadere facilmente e una crescita più stentata della pianta nel suo insieme, dato che la fotosintesi clorofilliana viene limitata dalla presenza del fungo che occlude gli stomi, limitando anche respirazione e traspirazione.

La produzione dei frutti può risultare anche fortemente ridotta ma questi, benché imbrattati, non sono compromessi al loro interno, quindi se la produzione è finalizzata all’autoconsumo il problema è per lo più estetico.

La fumaggine sui frutti

I frutti colpiti da fumaggine sono sporcati all’esterno ma restano a tutti gli effetti commestibili.

Sarà sufficiente lavarli, magari con una leggera spazzolata. Naturalmente i frutti destinati alla vendita potrebbero risultare deprezzati dai sintomi della fumaggine, e un loro lavaggio potrebbe risultare impegnativo, ragioni per cui è meglio ridurre al minimo la presenza di questo fastidio nel frutteto professionale.

Prevenire la fumaggine

Per prevenire la presenza di fumaggine i metodi sono molto simili a quelli che suggeriamo per la salute di tutte le specie da frutto e da orto:

  • Favorire la biodiversità, per invitare nell’ambiente gli insetti antagonisti degli afidi e degli altri produttori di melata. Questo obiettivo si persegue ad esempio mediante l’inerbimento tra i filari del frutteto o dell’uliveto, con la presenza di essenze aromatiche e arbustive di vario genere e naturalmente rinunciando all’uso di insetticidi non selettivi.
  • Eseguire potature regolari che favoriscano l’illuminazione e l’arieggiamento delle chiome, pur senza esagerare perché, ad esempio, nel caso degli agrumi non bisogna scoprire troppo i rami.
  • Praticare concimazioni equilibrate, senza eccessi, dato che troppa concentrazione di azoto favorisce la puntura di afidi e il rigoglio vegetativo delle piante.
  • Adottare sesti di impianto sufficientemente ampi per consentire una buona illuminazione e arieggiamento.
  • Contrastare gli insetti responsabili della produzione di melata (afidi, cocciniglie, psille).

Come eliminare la fumaggine dalle foglie

Per eliminare la fumaggine che copre le piante, possiamo realizzare un lavaggio, con getti consistenti, a base di acqua e bicarbonato, oppure con acqua e sapone molle di potassio o sapone di Marsiglia, con cui debellare contemporaneamente gli afidi, se sono presenti e ritenuti i responsabili della melata nel caso specifico.

sapone di Marsiglia Guida Sapone di Marsiglia contro gli insetti di Sara Petrucci

Contrastare la cocciniglia cotonosa

Nel caso degli agrumi, è importante verificare la presenza della cocciniglia cotonosa (Icerya purchasi), e attuare una difesa biologica da questo parassita. Poche piante possono semplicemente essere trattate con la spazzolatura manuale o irrorando di macerati di felce ad effetto deterrente, altrimenti si possono fare trattamenti invernali con oli minerali.

cocciniglia cotonosa Insetto Cocciniglia cotonosa degli agrumi di Matteo Cereda

Nel caso di agrumeto di una superficie ampia, di almeno un ettaro, possiamo effettuare la lotta biologica vera e propria mediante il lancio dell’antagonista Rodolia cardinalis, una simpatica coccinella da tempo già ampiamente sperimentata, e con successo, a questo scopo.

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