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Oidio della salvia

Aggiornato il 22.12.2024

Oidio della salvia

  • Colture colpite Salvia
    Cucurbitacee
    Vite
    Altre orticole e alberi da frutta
  • Sintomi Patina bianca sulle foglie, disseccamento
  • Rimedi preventivi Buone pratiche di coltivazione
    Decotto di equiseto
    Zeolite Cubana
    Farine di roccia
    Disinfezione attrezzi potatura
  • Trattamenti Rimozione foglie colpite
    Bicarbonato di sodio
    Bicarbonato di potassio
    Zolfo
  • Tipologia Malattia fungina

L’oidio o mal bianco è una malattia crittogamica, ovvero di origine funginea, che può colpire le piante di salvia e si manifesta sulle foglie. Si tratta della patologia più frequente tra quelle che possono colpire quest’erba aromatica e si verifica in particolare con temperature miti e un’umidità elevata.

Si tratta di una malattia semplicissima da identificare: perché le chiazze bianche che si vedono sulle foglie della salvia sono molto caratteristiche. E’ sicuramente utile sapere come difendersi da questo problema con metodi naturali e soprattutto come prevenirlo.

Riconoscere l’oidio sulla salvia

Chi coltiva l’orto conoscerà già l’oidio perché è una patologia frequente anche su altre piante coltivate, in particolare sulla zucca e sulla zucchina (vedi articolo su oidio delle cucurbitacee). Possiamo trovare questa patina bianca anche sulla vite, sulle rose e su varie altre piante di frutteto, orto e giardino.

L’oidio è chiamato anche mal bianco proprio perché opera chiazzando di bianco le foglie delle piante colpite. Si tratta di una patina che è visibile soprattutto sulla parte superiore delle foglioline di salvia. Questa aromatica è caratterizzata per una pagina fogliare ruvida, coperta da una leggera peluria che a volte trattiene un po’ di umidità e favorisce il soffermarsi delle spore di questo patogeno.

Il mal bianco si riconosce a prima vista ed è semplice da identificare. Questa malattia è abbastanza lenta nel progredire ma dopo la patina bianca porta le foglie a disseccarsi e può arrivare a compromettere del tutto la salvia. Per riuscire a salvare le piante è molto importante intervenire tempestivamente contrastando la malattia.

L’oidio si manifesta quando c’è molta umidità e le temperature sono miti (tra i 15 e i 25 gradi), tipicamente questo clima si verifica in primavera e in autunno, periodi in cui bisogna monitorare le foglie periodicamente, in modo da accorgersi del mal bianco ai primi sintomi.

Come contrastare l’oidio

Iniziamo con una cattiva notizia: l’oidio non si può curare facilmente con metodi naturali, per cui le parti della pianta colpite in modo vistoso sono condannate. La prima cosa da fare se riscontriamo le macchie bianche di questa patologia è rimuovere tutte le foglie colpite, potando l’arbusto.

Dopo aver rimosso le parti malate eliminiamole bruciandole, inoltre dobbiamo anche disinfettare le forbici impiegate per tagliarle via. Non sottovalutate queste precauzioni, altrimenti il contagio si espande.

Fatto questo è bene intervenire sulle parti della pianta in cui le spore non hanno ancora manifestato la loro presenza, in agricoltura biologica possiamo farlo con tre trattamenti.

  • Bicarbonato di sodio. Rimedio a costo bassissimo, che permette di utilizzare le foglie subito dopo i trattamenti. L’unico vincolo è che non andrebbe usato con troppa frequenza perché il suo accumulo nel terreno alla lunga crea problemi, tra cui la variazione del pH.
  • Bicarbonato di potassio. Trattamento simile al bicarbonato di sodio, ma che presenta meno problematiche ed è quindi da preferirsi.
  • Zolfo. Probabilmente è il più efficace trattamento contro l’oidio disponibile in agricoltura biologica, ma ha una sua tossicità e un periodo di carenza. Quindi il consiglio è di usare lo zolfo solo se strettamente necessario e poi tener conto che non si potrà mangiare la salvia per qualche giorno. Sull’etichetta del prodotto si trovano indicazioni riguardo rischi, precauzioni e tempi di carenza esatti.

Ho sentito parlare anche dell’uso di aceto e acqua ossigenata per il contrasto all’oidio, francamente non ho mai sperimentato questi “rimedi della nonna”, trovandomi bene col bicarbonato di potassio, mi limito a riportare queste possibilità. Se qualcuno ha esperienze in merito le può condividere nei commenti.

Come prevenire la malattia

Se avete una pianta di salvia sana è importante sapere che può essere soggetta all’oidio, in modo da attuare le giuste pratiche di coltivazione volte a evitare questo problema.

Come tutte le spore l’oidio è favorito da umidità, acqua stagnante e poca circolazione d’aria. Importanti misure preventive sono quindi:

  • Garantire un terreno drenante, senza ristagni d’acqua. Nell’orto si effettua con una lavorazione profonda del terreno (vangatura), eventualmente rialzando l’appezzamento coltivato (baulature). Se la salvia è coltivata in vaso invece si deve predisporre sul fondo del vaso uno strato di ghiaietta o argilla espansa.
  • Curare le irrigazioni. La salvia richiede poca acqua se coltivata in campo, ed è sensibile agli eccessi anche in vaso. Non bisogna irrigare mai eccessivamente e se possibile è meglio bagnare il terreno, non lasciando soffermare acqua sulle foglie.
  • Potenziare le difese naturali della pianta. Esiste un trattamento naturale che si può autoprodurre in modo semplice e che aiuta a rafforzare le difese immunitarie delle piante: il decotto di equiseto. Elenco questo rimedio tra i metodi preventivi e non curativi, visto che la sua azione è blanda e meno adatta ad affrontare una patologia in corso rispetto a bicarbonato o zolfo.
  • Usare polvere di roccia. Un’idea interessante per disidratare le spore fungine dell’oidio è fare trattamenti con polvere di zeolite micronizzata, che ricopre le foglie e assorbe l’umido in eccesso. La zeolite cubana è davvero utile come rimedio preventivo naturale.

Favorire il circolo d’aria. Perché l’aria circoli bene tra i cespugli di salvia è bene mantenere una giusta distanza tra le piante, quindi evitare di piantare troppo vicine le colture. Inoltre anche regolari potature della salvia favoriscono la prevenzione dell’oidio.

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