
Concimazione
Come concimare l’orto biologico
Per prendersi cura della fertilità del suolo è importante concimare correttamente. In particolare nella coltivazione biologica si usano ammendanti organici come compost e letame. Scopriamo come concimare secondo natura per avere un ottimo raccolto.

Una corretta concimazione migliora il terreno dell’orto, rafforza le piante e aumenta sia la quantità che la qualità del raccolto. Ma come si concima l’orto biologico?
Il discorso è lungo e complesso, se avete tempo proviamo ad affrontarlo insieme, senza usare termini tecnici e provando a dare qualche consiglio pratico.
Quali concimi utilizzare
Ci sono tantissime possibilità per concimare un terreno, volendo coltivare un orto biologico per prima cosa escludiamo tutti i fertilizzanti chimici di sintesi, che scartiamo a priori.
Ecco i principali concimi organici disponibili per l’orto biologico:
- Letame bovino o equino
- Letame di pecora o di capra
- Letame di coniglio
- Stallatico essiccato (pellettato o sfarinato)
- Compost
- Humus di lombrico
- Pollina
- Borlanda
- Guano
- Cornunghia
- Farina di sangue
- Farina di ossa
- Lupini macinati
- Fondi di caffè
- Sansa
- Concimi liquidi biologici
- Concime liquido fai da te
- Cenere di legna
- Distillato di legno
- Natural booster
- Biochar
- Bokashi
- Micorrize
- EM (microrganismi efficaci)
- Colture da sovescio
Perché bisogna concimare
Concimare significa fornire alle piante gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno per crescere, è necessario farlo per le piante da frutto, da orto e da giardino.
Le piante infatti si nutrono: col tempo sottraggono al terreno i nutrienti, che noi dobbiamo poi riportare fertilizzando. Senza contare che quando raccogliamo o potiamo le piante andiamo ad asportare materia organica, e anche questa deve essere restituita.
Le sostanze principali di cui le colture orticole hanno bisogno sono tre: azoto, fosforo e potassio. Ci sono poi molteplici microelementi che sono comunque fondamentali per lo sviluppo della pianta, tra questi ad esempio ricordiamo il calcio, il ferro e lo zinco. Per approfondire conviene leggere la guida agli elementi nutritivi del terreno.
Non solo nutrimento: gli ammendanti organici
Quando andiamo a fornire materia organica tramite concimi organici come il letame, il compost o l’humus di lombrico non si parla solo di fertilizzare, ma si parla di ammendare il suolo.
Oltre a fornire elementi utili alle piante, incorporando materia organica si rende il terreno più soffice da lavorare e si migliora la sua capacità di trattenere l’acqua, diminuendo il bisogno di irrigazione.
Quanto concime mettere
Quando e quanto concimare l’orto dipende da molti fattori, troppo poco concime può sfavorire lo sviluppo della pianta, eccessi di fertilizzante possono “bruciare” le piante, portandole a morire. Ci sono tre fattori su cui ragionare per decidere quanto concime usare:
- Tipologia di terreno. Un terreno può essere più o meno ricco di sostanza organica. I terreni sabbiosi richiedono in genere una maggior dose di concime e in particolare di sostanza organica, utile ad ammendare il terreno migliorandone le caratteristiche. Nei terreni sabbiosi il concime si dilava facilmente per effetto delle piogge, per cui la concimazione è da fare più spesso, evitando i concimi a veloce rilascio. Per approfondire potete leggere l’articolo sui tipi di terreno.
- Coltivazioni passate. Quanto è stato sfruttato il terreno negli anni scorsi? Il concime ha il fondamentale compito di ripristinare la fertilità, occorre valutare quanto apportarne anche in base alla storia colturale dell’appezzamento.
- Coltivazioni future. Se stiamo preparando il terreno per una coltivazione molto esigente servirà una ricca concimazione, è il caso ad esempio di zucche, zucchine, peperoni e pomodori, altri tipi di pianta da orto chiedono meno sostanze, ad esempio con cipolle, aglio o ceci potrebbe non essere necessario intervenire se il terreno è già abbastanza ricco.
Quando concimare l’orto
Il periodo migliore per la concimazione dipende dal tipo di concime, in particolare da quanto è lento a rilasciare le sostanze, e dal ciclo del ortaggio da seminare.
In genere una concimazione dell’orto biologico consiste prima di tutto in una ricca concimazione di fondo autunnale che apporta sostanza organica con ammendanti quali compost e letame. Possiamo decidere di aiutare le piantine con una leggera concimazione al trapianto e poi in seguito sostenerle concimando in copertura o in fertirrigazione per ottenere risultati migliori.
Tipologie di concime biologico

Concimi a lento o a veloce rilascio. Ci sono concimi che mettono subito a disposizione della pianta le sostanze, altri che le rilasciano nel corso del tempo. I consumi a veloce rilascio hanno il grande vantaggio di esser subito “operativi” ma le piogge possono dilavarli più facilmente. I consumi a lento rilascio invece hanno un effetto più graduale e duraturo. Tra le sostanze fertilizzanti organiche ad esempio il pellettato di pollina, guano o stallatico è a rapido rilascio mentre cornunghia, farina di ossa e lupini sono graduali. Letame, compost e humus in genere sono un’ottima via di mezzo.
Concimi di provenienza animale
Molti concimi derivano dalle deiezioni animali, ne sono esempio il letame, la pollina, il guano e lo stallatico pellettato. Anche l’humus di lombrico appartiene alla categoria, pur derivando sia dal letame che da rifiuti vegetali. Ci sono poi la cornunghia, la farina di sangue, la farina di ossa che provengono sempre dagli animali, seppur in modo più macabro.
Concimi di provenienza vegetale
La materia organica vegetale una volta decomposta diventa ottimo concime: è il caso del compost, dei lupini macinati, della cenere di legna, dei fondi di caffè e del cippato. Anche la sansa, ossia lo scarto della molitura delle olive per fare l’olio, è un buon concime vegetale.
Autoproduzione del concime
Se state decidendo quale concime usare vi consiglio per prima cosa di privilegiare i fertilizzanti che possono essere autoprodotti o che si trovano a chilometro zero. Se avete animali o se siete vicini a una stalla o maneggio sarebbe sciocco andare a cercare un concime diverso dal letame. Inoltre tutti hanno scarti di cucina o sfalci del prato: fare il compost è sempre un’ottima idea, per ragioni ecologiche ed economiche. Utilizzare i lombrichi per il compostaggio è un ulteriore miglioramento che mi sento di consigliare. L’idea che la fertilità dell’orto prenda vita da materie di scarto, come il letame animale, i rifiuti organici compostati, i fondi di caffè o la cenere di legna, è meravigliosa. Fabrizio De Andrè cantava giustamente “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori“, l’orticoltore mette in pratica.
Fare il compost: manuale di compostaggio
Tante informazioni sul compostaggio, in un manuale semplice e sintetico.
Attenzione che il concime sia maturo. Se il concime non è pronto può dare molti problemi all’orto, un tipico errore è quello di utilizzare letame o compost non maturi. Alcuni processi di decomposizione attivano l’azione di microrganismi che possono rivolgersi anche contro le radici delle nostre piante, per questo il compost o le deiezioni animali devono essere tenute a maturare in cumulo per alcuni mesi e solo in seguito si possono utilizzare. Mettere letame fresco nell’orto può provocare malattie e moria delle piante.
Concimi e preparati dell’agricoltura biodinamica
L’agricoltura biodinamica ha un particolare sapere relativo al compostaggio e alla fertilità del terreno, si utilizzano preparati peculiari quali il cornosilice, il cornoletame e il fladen. La biodinamica è una disciplina complessa, non un semplice modo per fare il cumulo del compostaggio. Per questo mi limito a citarla, se siete interessati consiglio la lettura di un testo specifico (ad esempio il manuale di Pierre Mason).
Microrganismi, micorrize, fermentati e zeolite
Ci sono tecniche di fertilizzazione naturale alternative, che non rientrano nella classica esperienza agricola occidentale ma che sono molto interessanti. Ad esempio le zeoliti, particolari tipologie di rocce capaci di trattenere acqua e nutrimenti, le micorrize, spore che entrano in simbiosi con l’apparato radicale delle piante, e il bokashi, materiale organico fermentato che grazie a microrganismi anaerobi mette a disposizione della pianta le sostanze nutritive.
Il sovescio
Una particolare modalità per arricchire il terreno dell’orto è la tecnica del sovescio, utilizzata spesso in agricoltura biologica. Invece di apportare sostanza con una concimazione tradizionale si tratta di predisporre una coltivazione preparatoria . La coltura da sovescio viene seminata non per essere raccolta ma per essere fresata nel terreno, incorporandola in modo che apporti sostanza organica ed elementi nutritivi. Il sovescio non è solo una tecnica per fertilizzare, può apportare molteplici benefici, come eliminare i nematodi, smuovere un terreno compatto, tenere sotto controllo le erbe infestanti. Esistono molteplici piante che possono essere utilizzate come sovescio, con diversi effetti.
Le rotazioni colturali
La fertilità del terreno si può mantenere anche con una corretta rotazione colturale. Ogni ortaggio preleva alcune sostanze e ne rilascia altre, si può risparmiare sul concime se si utilizza criterio nell’intervallare le coltivazioni. Ad esempio colture come i legumi lasciano il suolo arricchito di azoto, elemento utilissimo a tutte le altre orticole. Per approfondire ecco un articolo sulla rotazione delle coltivazioni.
L’orto senza concimi
Siamo sicuri che sia obbligatorio concimare? Ci sono tecniche di coltivazione che non prevedono l’impiego di concime.
L’agricoltura sinergica è una tecnica di coltivazione che si basa su principi di permacultura e si fonda sul concetto che le piante stesse sono fonte di ricchezza per il terreno. L’azione delle loro radici, le sostanze che rilasciano, le foglie e i rami che cadono, sono elementi chiave che determinano la fertilità. Per questo motivo chi fa orto sinergico evita di lavorare il terreno e di usare qualsiasi genere di concime. L’agricoltura sinergica sfrutta le consociazioni e le rotazioni colturali per creare le condizioni giuste nell’ecosistema, con l’idea di lasciar fare il più possibile alla natura.
Qual è il miglior concime possibile?
Il miglior concime naturale a mio avviso è l’humus di lombrico. L’humus è una sostanza piena di vita al suo interno, ricchissimo di nutrimenti e proprietà benefiche per le piante, con un ottimo effetto ammendante. Consigliatissimo in particolare per “riattivare” terreni troppo sfruttati e per fare il terriccio da usare per le piantine del semenzaio. Adatto a chi è inesperto perché è impossibile sbagliare le quantità: usandone troppo non ci sono conseguenze negative.
Esistono concimi vegani? Quali sono?
In ottica vegana non si possono utilizzare molti concimi, perché di origine animale. Sicuramente sono da scartare farina di sangue e di ossa.
Anche le deiezioni provenienti da allevamenti, come letame, stallatico e pollina non sono coerenti.
Una concimazione vegana si può fare usando compost vegetale, borlanda, concimi a base di alghe, lupini macinati, sovescio.
Corso Il suolo è vita
Tutto quel che serve sapere per un buon orto biologico, sano e produttivo.
