
Difesa orto
Difendere fagioli e fagiolini dagli insetti


La pianta del fagiolo è la specie Phaseolus vulgaris, ne fanno parte tante varietà apprezzate nell’orto, sia di fagioli da sgranare, quelli che poi anche in cucina chiamiamo fagioli, sia di “mangiatutto, quelli in cui si consuma anche il baccello e come verdura vengono chiamati fagiolini.
Fagioli e fagiolini possono essere colpiti da malattie ed insetti nocivi comuni. In questo articolo andiamo ad approfondire proprio il riconoscimento dei parassiti che possono danneggiare queste coltivazioni e la difesa eco-compatibile, offrendo suggerimenti per preservare il raccolto senza inquinare, né recare danno agli organismi innocui. Può essere utile la lettura anche dell’articolo dedicato alle malattie di fagioli e fagiolini, che elenca invece le principali avversità a livello di patologie.
Per difendere le piante da orto dagli insetti dannosi, come afidi o tonchio, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, ma a causa dei cambiamenti climatici e degli insetti “esotici” che si stanno diffondendo nei nostri territori, è difficile poter stare tranquilli. In questo contesto è utile imparare a conoscere le problematiche più frequenti e sapere come intervenire nella coltivazione biologica, dove necessario con trattamenti antiparassitari di origine naturale.
Prevenire la presenza di parassiti
Le strategie migliori per una coltivazione di fagioli sana che riduca l’impatto degli insetti dannosi possono essere così riassunte:
- Rispetto delle rotazioni, pratica che vale sia in una coltivazione professionale estesa sia in un piccolo orto, e consiste nell’alternare specie diverse negli spazi, secondo vari criteri. Uno dei più validi è basato sulla conoscenza delle famiglie botaniche degli ortaggi e consiste nell’alternare sul terreno specie di famiglie diverse. Ciò significa che per 2-3 cicli colturali nessuna specie della famiglia dei fagioli, ovvero le leguminose, deve tornare sulla stessa parcella di terreno, perché hanno parassiti e malattie comuni.
- Evitare eccessi di azoto. Fagioli e fagiolini sono leguminose azotofissatrici, ma sicuramente richiedono apporti di fosforo, potassio ed altri elementi, che di norma in un orto biologico vengono forniti con stallatico, compost e altri fertilizzanti di origine naturale, i quali comunque apportano anche azoto al terreno. Basta stare attenti a non esagerare, perché piante che assumono troppo azoto risultano più suscettibili agli attacchi di certi insetti.
- Togliere dal terreno i residui delle colture a fine ciclo, per evitare di fornire cibo per l’inverno alle forme svernanti degli insetti dannosi. È meglio portare tutto sul mucchio del compost, dove si decompongono bene e in questo modo torneranno alla terra in una forma più utile.
- Irrorare sulle piante dei preparati fai da te ad azione repellente: estratto di ortica, decotto di aglio o di peperoncino piccante. Questi hanno una funzione soprattutto preventiva, quindi conviene spruzzarli fin dalle prime fasi della coltura.
Principali parassiti di fagiolo e fagiolino
Vediamo adesso quali sono i più probabili insetti parassiti che possono colpire le piante e i baccelli del fagiolo e del fagiolino, e con quali rimedi biologici possiamo tenerli sotto controllo, salvaguardando il nostro orto con sistemi ecologici.
Afidi del fagiolo
Gli afidi sono un problema molto frequente nei fagioli e nei fagiolini. Possiamo trovarli negli steli e nelle foglie, dove formano fitte colonie che succhiano la linfa ai tessuti vegetali ed emettono melata, sostanza molto gradita alle formiche, appiccicosa e fastidiosa al momento della raccolta. Per questo dove ci sono gli afidi ci sono spesso anche formiche, ma il vero problema per la pianta non è causato da queste ultime.
Come conseguenza alla suzione della linfa da parte degli afidi, le foglie e gli steli a lungo andare assumono un aspetto accartocciato e deforme, e anche i baccelli si imbrattano di melata appiccicosa. Un’altra conseguenza da non sottovalutare è la possibile trasmissione di malattie virali, che risultano incurabili, e che quindi va prevenuta.
Conviene intervenire per tempo e debellare gli afidi mediante sapone di Marsiglia o sapone molle di potassio disciolti in acqua, da irrorare sulle piante colpite nelle ore fresche della giornata.
Bisogna tenere presente che gli afidi per fortuna sono predati da vari antagonisti, tra cui più noto è la coccinella, ben conosciuta da adulta e meno da larva. Poi ci sono anche sirfidi, crisope, forbicine, tutti insetti che in un orto ricco di biodiversità sarà facile attirare. I trattamenti col sapone potrebbero colpire anche le larve di sirfidi e gli acari predatori, pertanto è bene eseguirli quando gli afidi ci sono davvero, e non a carattere preventivo, anche perché il sapone, quando si asciuga sulla pianta, smette di avere effetto.
Ragnetto rosso
Tetranycus urticae è un acaro polifago, attacca vari ortaggi tra cui il fagiolo, tessendo ragnatele siricee sulla pagina inferiore delle foglie, e in corrispondenza, sulla pagina superiore, si notano tante punteggiature clorotiche. Il ragnetto rosso compie 7-8 generazioni all’anno e sul fagiolo i danni maggiori si hanno nei periodi più caldi e asciutti.
Nelle coltivazioni estese e in serra vale la pena il lancio dell’antagonista naturale, l’acaro predatore Phytoseiulus persimilis, per effettuare la lotta biologica vera e propria.
Esistono prodotti, basati sul fungo Beauveria bassiana, che svolgono azione insetticida ed acaricida. Su fagiolo e fagiolino ci sono alcuni formulati commerciali di questo fungo registrati ufficialmente contro gli aleurodidi, ma siccome per altre specie vegetali è consentito l’uso anche per combattere il ragnetto rosso, se ne deduce che, nel caso si debbano trattare fagioli e fagiolini contro gli aleurodidi, si possa ottenere un effetto di controllo anche contro gli acari delle piante.
Per l’acquisto e l’uso dei prodotti fitosanitari, anche quelli ammessi in agricoltura biologica, è ormai necessario avere il “patentino”, che si ottiene con la frequentazione di un corso di 20 ore e il superamento dell’esame. Per quanto impegnativo, se non altro questo ci permette di avere più informazioni su come lavorare in sicurezza, proteggendo noi stessi dai rischi e preservando meglio l’ambiente.
Mosca minatrice sud-americana
Si tratta di un dittero, la cui femmina compie punture di nutrizione ed ovideposizione nei tessuti, che lasciano punteggiature necrotiche. Dalle uova deposte nascono larve che scavano mine nelle foglie, a seguito delle quali i tessuti vegetali muoiono e imbruniscono, da qui il nome di mosca minatrice. Possiamo intervenire contro questo parassita del fagiolo utilizzando piretro naturale, da nebulizzare nelle ore più fresche della giornata e leggendo prima tutte le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto.
Piralide
La piralide del mais, Ostrinia nubilalis, è polifaga e attacca anche fagioli e fagiolini, forando i baccelli allo stadio larvale e danneggiandoli irreparabilmente. Trattandosi di un lepidottero il prodotto più consigliato è il Bacillus thuringiensis kurstaki. Le trappole alimentari Tap Trap possono essere un buon metodo per monitorare la presenza dell’insetto adulto e anche per ridurne la presenza, grazie alla cattura massale.
Tripidi
Da maggio in poi i tripidi possono attaccare i fagioli, che spesso in quel mese sono stati appena seminati o spuntati da poco, ma le infestazioni peggiori arrivano sul finire dell’estate. Le femmine depongono le uova nei baccelli appena formati, creando quindi punteggiature di ovideposizione e anche di nutrizione, e anche la deformazione dei baccelli.
In questo caso possiamo ricorrere ad un prodotto basato sull’olio essenziale di arancio dolce, per il quale si legge una dose suggerita di 800 ml/hl di acqua, ovvero 80 ml se si ha una classica pompa a spalla da 10 litri. Questo prodotto ha un tempo di carenza di 3 giorni, e significa che prima di raccogliere i fagiolini bisogna attendere 3 giorni dopo il trattamento, quindi sapendolo e dovendo proprio fare un trattamento su piante in produzione conviene organizzarsi e raccogliere prima del trattamento tutti quei baccelli pronti o quasi pronti.
Tonchio
Il tonchio è un parassita che può essere scoperto anche dopo la raccolta, perché divora i fagioli secchi stoccati, ma in realtà l’insetto, che è un coleottero, inizia la sua attività prima, deponendo le uova nei baccelli ancora in campo. La larva poi inizia a svilupparsi a spese dei semi e continua a farlo anche dopo. Le nuove generazioni che si sviluppano vivono a spese dei fagioli conservati.
È bene quindi accorgersene per tempo ed eventualmente nel dubbio seccare bene in forno i fagioli raccolti.
Altri parassiti dannosi
Oltre agli insetti ci sono altri possibili nemici delle piante di fagiolo, in particolare i topi e i gasteropodi, ovvero chiocciole e limacce.
Limacce
Nei periodi piovosi le limacce possono compiere danni notevoli, soprattutto poco dopo la semina, quando le piantine sono agli inizi e possono risultare gravemente forate e rosicchiate, con il rischio che non si riprendano più.
In questo caso bisogna spargere sul terreno attorno alle piante delle manciate di ortofosfato di ferro, un lumachicida ecologico. La cenere, noto espediente utile contro lumache e limacce da mettere attorno alle piante, funziona finché non piove, dopodiché bisogna rimetterne di asciutta.
Topi e arvicole
Il danno che topi ed arvicole compiono di solito è occasionale e non giustifica interventi veri e propri, ma quando la loro dannosità inizia ad essere ricorrente bisogna escogitare qualche sistema per allontanarli.
Per esempio, si può provare a far vibrare dei pali metallici infissi nel suolo, colpendoli più volte possibile, o mettendo quelli che vibrano regolarmente perché provvisti di una batteria solare.