
Semine
Sementi biologiche o no: quali differenze

Per valutare l’opportunità di acquistare sementi biologiche, ci si può chiedere se il seme di una pianta trattata con fitofarmaci ne porti in qualche modo i segni, ed anche se un trattamento fatto al seme possa passare poi all’orto e alla pianta nata dal seme in questione. Ci vorrebbe un chimico, probabilmente, per rispondere a queste domande, tuttavia…
Perché comprare semi bio
…anche assumendo che i semi non abbiano memoria dei trattamenti subiti dalla pianta madre e che i trattamenti chimici sui semi siano poca cosa, io ritengo sia meglio comunque comprare semi biologici.
I possibili problemi legati a un uso spregiudicato della chimica sulla semente a mio avviso sono due:
- I trattamenti chimici non sono solo prodotti “di copertura”, ovvero che restano all’esterno della pianta, come fa ad esempio il rame. Moltissimi sono trattamenti sistemici, che penetrano i tessuti e condizionano dall’interno l’organismo vegetale. Questo significa che un trattamento può essere anche interno al seme. Non è facile dire quanto questo possa essere tossico in prospettiva sulla futura coltivazione, ma d’altra parte nel biologico non si possono usare prodotti sistemici e quindi un seme bio è garantito da questo punto di vista.
- Se sono stati effettuati trattamenti “disinfettanti” sulla semente quando la mettiamo nell’orto questi trattamenti finiscono nel suolo, seppur in quantità molto piccola per via delle dimensioni del semino. Può essere un danno piccolo ma è pur sempre un danno. Bisogna tener conto che i fungicidi “disinfettanti” uccidono non solo funghi parassiti ma anche microrganismi del suolo molto utili per la fertilità del terreno e per la salute delle piante (EM e micorrize).
Sicuramente il metodo di coltivazione conta infinitamente di più rispetto alla provenienza del seme, ma se guardiamo le cose da un punto di vista più ampio capiamo perché è cosa buona e giusta comprare sementi bio. Per noi che compriamo qualche semino poco importa come questo sia stato ottenuto ma proviamo a pensare cosa succede nell’azienda che vende la semente. Su pochi semi la chimica potrebbe non contare nulla ma a livello ecologico quanto impatta un’azienda che produce tonnellate di semi?
Il seme tradizionale potrebbe provenire da un’azienda che usa trattamenti chimici nocivi (pesticidi, fungicidi, diserbanti), questa azienda inquina gravemente l’ambiente e finanzia indirettamente le multinazionali della chimica che producono queste schifezze. Il seme biologico invece proviene da un’azienda che coltiva in modo più naturale, rinunciando all’uso di prodotti tossici e quindi rispetta l’ambiente. Questa scelta a mio parere è giusto premiarla, cosa che faccio orientando il mio acquisto verso il seme bio. Ovviamente non è detto che il seme non certificato sia di un’azienda “canaglia”, non intendo demonizzare nessuno, la certificazione bio è però una garanzia utile.
Quindi riassumendo io ritengo sia giusto comprare sementi bio per tre motivi:
- Quanto può far male un trattamento chimico al seme? Che sia poco o che sia nulla, nel dubbio la risposta più sicura rimane di certo quella di comprare semi non trattati.
- Una scelta etica. Se compro semi bio scelgo un produttore più ecosostenibile, che ha fatto delle scelte ben precise in materia di impatto ambientale. Se compro semi tradizionali invece potrebbe essere che stia finanziando un’azienda che fa uso di pesticidi, fungicidi e diserbanti inquinanti.
- La differenza di costo è bassissima. I semi biologici in genere differiscono di pochi centesimi da quelli convenzionali, a volte non sono neanche più costosi. Quindi la domanda da porsi è: perché non comprare semi bio? Tra l’altro, con i semi bio non si corre il rischio di acquistare sementi ibride F1 e ci si garantisce di poter moltiplicare la varietà.
Ultimamente i semi bio si stanno diffondendo sempre più ed eventualmente li trovate su internet, ad esempio a questo link.