La batata è un ortaggio originario dell’America Centrale e già coltivato e selezionato dagli Incas; proprio per la sua origine viene chiamata patata americana, ma è anche detta patata dolce, per il gusto che, rispetto alla patata comune, è decisamente più zuccherino e ricorda un po’ il sapore della castagna. Nonostante il nome non ha parentele con la patata.
Richiede un terreno sciolto e drenante e un clima mite, per via del suo lungo ciclo colturale. A parte queste esigenze pedoclimatiche, la batata è abbastanza semplice da coltivare e può essere inserita con successo e soddisfazione in un orto domestico.
Essendo ancora poco diffusa in Italia, qui da noi non ha molti nemici in termini di insetti e malattie, ragion per cui si sposa perfettamente con una coltivazione biologica.
Un manuale di coltivazione dedicato a coltivazioni poco diffuse ma molto interessanti e fattibili nel nostro clima.
Caratteristiche della pianta
Nonostante le assonanze del nome, questa pianta non è una varietà di patata ma si tratta di una coltura completamente differente, appartenente a tutt’altra famiglia botanica. La pianta della batata (Ipomea batatas) infatti appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae e con la patata ha unicamente in comune forti somiglianze morfologiche.
La patata americana non è esattamente è un tubero, bensì una radice tuberosa o rizotubero, formato dall’ingrossamento di radici avventizie ricche di amido. Raggiunge buone dimensioni e può avere scorza gialla, rossa o viola a seconda della varietà.
La parte aerea della pianta si caratterizza per un lungo fusto strisciante, che misura da 1 a 4 metri, da cui partono foglie dal lungo peduncolo e, in tempo di fioritura, delle belle campanelline.
Attenzione: la batata è una specie tendenzialmente infestante, non per niente è imparentata con una nota “erbaccia”: il convolvolo. Meglio porle dei confini per evitare che invada altre zone dell’orto, un po’ come il topinambur.
Dove coltivare batate

Si tratta di una pianta che richiede un clima temperato e che ha un ciclo colturale piuttosto lungo, per cui non è adatta a zone montane o particolarmente fredde. Teme anche la siccità, per cui dove l’estate è molto arida bisogna fare attenzione.
Cresce bene in un terreno sciolto e immune da ristagni idrici: la lavorazione del terreno che ospiterà le batate è quindi particolarmente importante.
Quando si piantano
Le piante di Ipomea batatas temono il gelo, devono essere messe all’aperto quando il clima è mite (aprile o maggio, solo al sud Italia possiamo anticipare).
Le patate americane si coltivano a partire dall’ortaggio stesso, poiché i semi di ipomea badatas invece sono piuttosto difficile da far germinare. Dobbiamo quindi per prima cosa ottenere le piantine per talea (marzo o aprile) e poi trapiantarle (aprile o maggio).
Ottenere piante di batata
Procurarsi le batate non è difficile: si possono acquistare quelle per uso alimentare da un ortofrutta, possibilmente biologico. Ancora meglio sarebbe acquistare rizotuberi da semina, se riusciamo a trovarli in un vivaio o centro agrario ben fornito. Una volta messe nell’orto la prima volta sarà possibile conservare alcune batate da cui partire l’anno seguente, anche se non è semplicissimo conservarle.
Per ottenere le piante, conviene prima di tutto far germogliare le batate. Ogni batata produrrà una dozzina di germogli, e ogni germoglio potrà poi dare origine ad una pianta di batata.
Per indurre le batate a germogliare, ogni rizotubero viene generalmente interrato quasi totalmente nel terriccio (possibilmente un mix di compost e terriccio universale), in posizione orizzontale.
Il terreno dovrà essere mantenuto umido, lasciando affiorare solo la superficie della batata. Le batate così preparate dovranno stare a temperatura controllata, intorno ai 20°C. In circa 45 giorni, dalle batate nasceranno diversi germogli, che taglieremo alla base con un coltello (meglio evitare le forbici per non schiacciare il tronco erbaceo).
Conviene tenere germogli con almeno 5 foglie, da far radicare per talea. Possiamo farlo in un vasetto oppure direttamente nel terreno. Volendo possiamo lasciare qualche giorno i rametti in acqua per far emettere le prime radici.
Preparazione del suolo
Prima di piantare è necessario lavorare bene il terreno, in modo che ci sia un buon drenaggio, e curare la concimazione. Non bisogna eccedere nell’azoto, che stimola la produzione di vegetazione, a scapito dell’ingrossare delle radici.
Consiglio dell’esperto
Nella rotazione colturale è meglio evitare che le patate seguano piante leguminose, che lasciano molto azoto al suolo. Possono seguire solanacee, cucurbitacee o i vari ortaggi da foglia.
(tratto da Ortaggi insoliti)
Essendo un rizoma tuberoso il suo terreno ideale deve essere:
- Sciolto e non sassoso, poco tendente a compattarsi, in modo da non ostacolare l’ingrossarsi del tubero.
- Drenante, evitando ristagni d’acqua che possono provocare malattie.
- Ricco di sostanza organica, che rende soffice la struttura del terreno e ne migliora la capacità di restare umido.
- Mediamente ricco di elementi nutritivi, in particolare potassio, utile alla formazione del tubero e responsabile del sapore dolcino delle batate.
Oltre a fornire sostanza organica (compost, letame, humus) vale la pena dare al suolo una spolverata di cenere di legna, che conferisce un surplus di potassio.
Come piantare
Le patate americane si piantano nell’orto quando il clima è stabilmente sopra ai 15°C, in genere quindi a partire da fine aprile.
Mettiamo a dimora le piantine ottenute con la talea. Nel decidere la distanza tra le piante bisogna tener conto che la batata si sviluppa anche fino a 4 metri di lunghezza. Si consiglia di fare file a 70 cm di distanza, mettendo un tubero ogni 40 cm circa lungo la fila.
Operazioni di coltivazione
Erbe spontanee. Essendo la pianta strisciante è bene mantenere l’aiuola coltivata a batate ben pulita da erbe infestanti, con interventi di sarchiatura regolari almeno all’inizio della coltivazione. Eventualmente si può diminuire la competizione usando la pacciamatura, oppure costruendo dei sostegni rialzati che tengano la pianta strisciante sollevata dal suolo. Entrambe le tecniche hanno vantaggi: pacciamando si mantiene più umido il suolo, rialzando il fusto si prevengono meglio le malattie fungine.
Irrigazione. La patata dolce richiede acqua in buona quantità, per questo è importante evitare che il terreno secchi praticando al bisogno bagnature frequenti e regolari, soprattutto nei mesi estivi.
La raccolta delle batate
Il momento di raccolta dipende dal ciclo colturale della varietà scelta, in genere si parla di circa 5 mesi dal momento in cui si è piantato. Osservando la pianta che ingiallisce abbiamo un buon segnale per riconoscere quando arriva il momento giusto: in genere è tra settembre e ottobre.
Il metodo di raccolta è lo stesso di patata o topinambur: conviene prendere una forca da vangatura e aprire la terra nei pressi delle piante, “scoperchiando” i tuberi presenti nel terreno.
Utilizzo culinario e conservazione
Dopo aver raccolto le batate possiamo conservarle allo stesso modo in cui conserviamo le patate, tenendo conto però che questa pianta centro americana richiede temperature un poco superiori per mantenersi. Oltre al raccolto possiamo preservare anche dei tuberi piccoli che useremo come semente l’anno venturo.
In cucina le batate si possono cuocere esattamente come le classiche patate: bollite, in padella, al forno, fritte. Il gusto dolce di questo tubero può risultare stucchevole se non è armonizzato con altri sapori nella ricetta, per questo a volte vale la pena mischiarle a patate tradizionali per smorzarlo.